Preti santi – San Filippo Neri

E’ bello nell’Anno sacerdotale ricordare questa figura di prete che cambiò il volto di Roma senza vistose opere apostoliche, prevalentemente con il servizio del confessonale. Chi visita alla Vallicella  i “ricordi” di padre Filippo sosta con intima commozione proprio davanti a quel vecchio confessionale consunto, di fronte al quale viene spontaneo dire: questa è la “culla” di tutto il movimento oratoriano e della stessa Congregazione.

Filippo che da laico era stato “guida” delle anime, con l’ordinazione sacerdotale incominciò anche ad essere medico: con una dedizione alquanto rara sedette al confessionale e questo suo ministero venne configurandosi come un’espressione tipica dell’opera riformatrice che la Chiesa decisamente aveva iniziato a perseguire.

Aveva trentasei anni quando, il 23 maggio 1551, fu ordinato sacerdote: aveva trascorso nella sua Firenze l’infanzia e l’adolescenza, a Cassino qualche mese, e il resto a Roma; era, da sempre, “Pippo bono”: simpatico, affabile, intelligente, signorile nei gusti, aperto alla compagnia e al tempo stesso caratterizzato da una grande riservatezza: una personalità fortemente attrattiva, un affascinante giovane cristiano che nel 1544, pochi mesi dopo l’inizio del Concilio Tridentino, aveva avuto il cuore dilatato dal fuoco dello Spirito Santo in una notte trascorsa in preghiera nelle catacombe di S. Sebastiano.

L’ordinazione sacerdotale consacrava un uomo che aveva profondamente sperimentato la novità dell’incontro con Cristo. Da esso era nato il suo semplice apostolato laicale; e da esso erano sorti l’oratorio e la stessa congregazione riconosciuta nel 1575 da Gregorio XIII, nel cuore del primo Anno santo dell’età postconciliare, che assegnava a «Filippo Neri prete fiorentino, e Preposito di alcuni preti e chierici» la chiesa parrocchiale di S. Maria in Vallicella.

Qui trascorse gli ultimi dodici anni della sua vita, nell’esercizio del suo prediletto apostolato di sempre: l’incontro paterno e dolcissimo, ma al tempo stesso forte ed impegnativo, con ogni categoria di persone, nell’intento di condurre a Dio ogni anima non attraverso difficili sentieri, ma nella semplicità evangelica, nella fiduciosa certezza dell’infallibile amore divino, nella letizia dello spirito che sgorga dall’unione con Dio. Si spense nelle prime ore del 26 maggio 1595, all’età di ottant’anni, amato dai suoi e da tutta Roma di un amore carico di stima e di affezione.

Qui trascorse gli ultimi dodici anni della sua vita, nell’esercizio del suo prediletto apostolato di sempre: l’incontro paterno e dolcissimo, ma al tempo stesso forte ed impegnativo, con ogni categoria di persone, nell’intento di condurre a Dio ogni anima non attraverso difficili sentieri, ma nella semplicità evangelica, nella fiduciosa certezza dell’infallibile amore divino, nella letizia dello spirito che sgorga dall’unione con Dio. Si spense nelle prime ore del 26 maggio 1595, all’età di ottant’anni, amato dai suoi e da tutta Roma di un amore carico di stima e di affezione.

Tag: ,

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento