L’avvio dell’anno di Pastorale Giovanile a Borgomanero!

Don NicolA? Anselmi

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Intervento di don NicolA? Anselmi

Ringrazio don Stefano per la��invito che mi ha fatto a condividere con voi questa serata con cosA� tanti giovani, non mi aspettavo tutte queste persone!

Non ho particolari competenze o studi, il mio ministero A? quello di essere a�?ripetitorea�? di ciA? che sento e vedo in giro per la��Italia, cose belle suscitate dallo Spirito Santo.

Volevo proporvi un piccolo gioco: chiudete gli occhi, e in silenzio ognuno pensi a quella��adolescente, ragazzo o giovane che giudichiamo come il caso piA? disperato ci sia mai capitato come educatore…

Noi non possiamo dormire sonni tranquilli finchA� tutti questi ragazzi ai quali abbiamo pensato non abbiano incontrato il Signore e in Lui abbiamo trovato la propria vocazione e la felicitA� piena! Questo A? il compito della Pastorale Giovanile in questo decennio dedicato alla��educazione.

Ma allora dove si puA? incontrare il Signore? Lo incontro nella ComunitA� Cristiana. Fare una buona Pastorale Giovanile significa costruire delle belle comunitA� cristiane con delle belle famiglie che educano i loro figli. La��educazione non A? il compito di qualche eroe, specialista e o sacerdote super, ma A? il compito di una comunitA� fatta da persone concrete di tutti i tipi che perA? rendono presente il Signore GesA?.

In giro per la��Italia ho visto parrocchie, istituti, ecc. che hanno voluto fare da soli, di essere autosufficienti, ma prima o poi si muore, anche pastoralmente. Nonostante tutto non ho mai visto una Diocesi morta, anche la piA? scassata, perchA� si prova a lavorare insieme.

Una cosa davvero necessaria in questo decennio che inizia A? un vero cammino di comunione, un amore profondo che affascina i giovani; perchA� nei primi secoli ai tempi dei Padri della Chiesa la gente si avvicinava alla religione cristiana? PerchA? vedevano vivere la��amore concretamente e veramente.

Dove allora si costruisce la comunione? Un momento fondamentale A? la��Eucaristia domenicale. A volte sembra che la��attivitA� pastorale sia una cosa e la Messa una��altra.

I giovani nell'auditorium dell'Oratorio di Borgomanero

Una comunitA� cristiana educa i giovani rendendoli davvero protagonisti; in alcune diocesi qualche vescovo ha imposto addirittura la presenza di qualche giovane nel Consiglio Pastorale Parrocchiale, e in un caso solo anche nel Consiglio Affari Economici.

La��incontro vero con GesA? A? un cammino progressivo, da qui il tema della��educazione.

Uno dei luoghi privilegiati della��educazione A? il rapporto interpersonale; oggi si vive il dramma della solitudine e della superficialitA� dei rapporti. Il vuoto affettivo che molti dei nostri giovani sperimentano va affrontato sulla strada della��amicizia vera, del a�?cuore a cuorea�?, della��esserci camminando fianco a fianco. Dietro tutto questo ca��A? il grande mondo della��accompagnamento spirituale, della confessione, ecc.

Si tratta di costruire quindi una grande a�?alleanza educativaa�?, abbiamo bisogno di tante gente di buona volontA� che va raccolta e motivata per darci una mano in questa grande opera educativa.

A volte mi chiedo: il decennio sulla��educazione sarA� piA? dei ragazzi o degli adulti?a��

Dobbiamo fare nostro lo stile educativo delle a�?beatitudinia�?: oggi i nostri percorsi educativi devono essere caratterizzati da sobrietA�, essenzialitA�, semplicitA�, fraternitA�, non tanto da fuochi da��artificio che fanno rumore. Dobbiamo ritornare al gusto per le piccole cose, i piccoli gesti. Si tratta di fare le cose insieme, prendendo il passo di chi A? piA? debole e fa faticaA� camminare spedito; di abituarsi a camminare insieme, a prendere insieme le decisioni.

Una sfida importante riguarda la��uso del tempo; tra cellulari e computer facciamo tutti molte piA? cose e andiamo piA? veloci: il problema poi alla fine A? organizzare il tempo, dove mettere la preghiera, quando incontrare le persone? La velocitA� cozza un poa�� con la��amore e la��educazione che invece hanno tempi lunghi, hanno bisogno di tempo.

Intervento del Vescovo

Anzitutto una premessa: questa sera non sarebbe giusto non ricordare che domenica scorsa A? stata beatificata una ragazza di venta��anni Chiara a�?Lucea�? Badano e due settimane fa John Henry Newman.

Mons. Renato Corti

Chiara a�?Lucea�? Badano: morta a venta��anni a causa di un grave tumore alle ossa. La sua decisione A? stata presa intorno alla parola a�?amorea�? verso il Signore e questo amore che GesA? aveva per lei, lei lo ha portato agli altri. Oggi A? tempo di giovani bravi cristiani fino alla santitA�! E ci sono! Giovanni Paolo II riteneva che il vero rinnovamento della Chiesa sarebbe avvenuto attraverso la santitA� dei cristiani, i giovani a�?santi del 2000a�? (una dei temi delle catechesi della GMG di Roma 2000). Ci sono i santi! Ci sono quelli che amano il Signore e Gli rispondono amando gli altri con la��amore che viene da Dio!

Card. Newman: ricordo un particolare, di quando aveva 15 anni. Nella sua vita ha avuto allora la prima conversione. La seconda a 45 anni circa. A 15 anni era stato messo in collegio a studiare dalla sua famiglia benestante, finiti poi in miseria dopo la caduta di Napoleone. Nella��ultimo anno di collegio doveva tornare a casa, ma non poteva a causa della povertA� della famiglia. Ci rimase da solo senza la compagnia degli amici: quella��estate tanto dura per lui A? stata abitata dalla grazia, A? passato a�?da una fede formale a una fede realea�?, da un teismo vago al vero volto del Dio di GesA? Cristo. Tutta la sua vita porta la��impronta di quella grazia ricevuta a 15 anni.

Vorrei dare poi qualche risonanza alla��intervento di don NicolA?.

Sottolineo anzitutto un verbo: a�?noi non dobbiamo dormirea�? e cioA? pensare: chi ca��A? ca��A?, chi non ca��A? sa��arrangi! Abbiamo la responsabilitA� di portare tutti alla��incontro con Cristo, non siamo forse debitori del Vangelo come dice San Paolo? Suggerisco la lettura del libro di Umberto Galimberti a�?La��ospite inquietantea�? che tratta del nichilismo imperante nel cuore di tanti giovani…

Riflettendo sulle esperienze estive dei grest e campiscuola mi sorge una domanda: alla fin fine tutto questo marchingegno della��oratorio estivo, feriale, ecc. che cosa desideriamo che produca? Qual A? il nucleo centrale di tutto ciA?? A? assimilabile a quanto fanno anche altri enti quali ad es. i comuni? La novitA� A? che in un modo o nella��altro abbiamo sempre in mente di portare i ragazzi a GesA?. Dobbiamo fare su questo un esame di coscienza: se io educatore non conosco GesA? non mi verrA� nemmeno in mente di farlo incontrare agli altri…

Siamo stati invitati alla relazione interpersonale: la��altro giorno abbiamo ricordato San Vincenzo De Paoli, un grande santo della caritA�. La��aspetto piA? moderno di questo santo del Seicento A? che egli chiedeva a chi voleva seguirlo sui sentieri della caritA� di stabilire un contatto diretto con le persone. CosA� anche Pier Giorgio Frassati donava tutto se stesso per visitare i poveri e i malati personalmente entrando in relazione con loro. Bisogna cercare la��altro, ognuno va cercato.

Riguardo alle lectio di questa��anno il testo di riferimento A? quello del Cardinal Martini a�?Itinerario spirituale dei Dodicia�?. Questi i titoli degli incontri:

1)A�A�A�A�A� la��ignoranza dei discepoli: chi ha seguito GesA? non lo ha capito subito, ha dovuto fare un lungo cammino

2)A�A�A�A�A� la chiamata dei discepoli sul lago e dopo una notte di preghiera

3)A�A�A�A�A� la crisi del discepolo, anzitutto la crisi di GesA? di fronte al totale fallimento della sua missione e i discepoli con Lui

4)A�A�A�A�A� il mistero del Figlio della��Uomo, la lettura della Passione di GesA?

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