L’asino di Cristo

Mentre Gesù camminava salendo verso Gerusalemme inviò due discepoli dicendo: “Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”.

La cosa che colpisce di più leggendo questo passo del Vangelo di Luca (19, 28-31) è che tutti e tre i sinottici (Matteo, Marco e Luca), sia che si tratti di un asino, di un cavallo o di un qualche incrocio, riportino questa frase: “Il Signore ne ha bisogno”. Penso che sia la frase più bella di tutto il Vangelo!

Gesù avrebbe potuto fare certamente anche tutto da solo… in fondo è sempre Dio, no? Però Dio ha scelto di non fare mai a meno di noi.

“Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno”. Certo che Gesù se lo è andato proprio a cercare! Voleva quel puledro e non un altro, non uno qualsiasi. Si è premurato di dare indicazioni precise ai discepoli, casomai potessero sbagliare! Inoltre, che sia un asino o un cavallo, un mulo o un bardotto, un pur sempre un “puledro”, un cucciolo. Poteva almeno scegliersi un esemplare adulto, avrebbe fatto tutto un altro effetto… E invece no! Un “piccolo”. E per dare maggior enfasi alla cosa ha sottolineato: “Il Signore ne ha bisogno”. Una volta ho sentito dire da qualcuno che nella vita cristiana in fondo “tutto è grazia”, non questione di merito, persino la santità!Forse che questo valga, a maggior ragione per il sacerdozio?…

Niccolò Machiavelli ha scritto in suo poema (L’asino) questi versi:

Non si poté questo giovin tenere,
vedendo questa via dritta e spaziosa,
di non tornar ne l’antico piacere;

e, posposta da parte ogni altra cosa,
di correr gli tornò la fantasia,
che mulinando mai non si riposa;

e giunto in su la testa de la via
lasciò ire il mantello in terra, e disse:
– Qui non mi terrà Cristo; – e corse via.

Se è vero che “tutto è grazia”, è altrettanto vero che Dio non agisce in noi contro la nostra volontà! Avremmo potuto anche noi, come l’asino di Machiavelli, scappare via…

Che bello invece poter dire sì, farsi strumento nelle mani di Dio, perché Cristo non è l’unico ad avere bisogno di noi. Anche gli altri hanno di me.

Abbiamo bisogno di soprattutto di preti che vadano avanti, come l’asino di Gerusalemme di cui parla l’evangelista Matteo, con i piedi ben piantati sulla terra e le orecchie drizzate verso il cielo, un prete che sappia portare Cristo sulle spalle.

Non un prete perfetto, ma come dice simpaticamente don Bruno Maggioni, anche una “mezza calzetta” che continui a scegliere, per tutta la vita, di annunciare il Vangelo di Cristo.

“Dite alla figlia di Sion:
Ecco, a te viene il tuo re,
mite, seduto su un’asina
e su un puledro, figlio di una bestia da soma” (Matteo 21,5)

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