Progetto Educativo

0.1. IL PERCHÉ DI UN PROGETTO

L’Oratorio nella nostra realtà cittadina e parrocchiale è un dato di fatto, un’istituzione consolidata, ma forse poco rivisitata nel suo significato.
Cambi di personale e cambio di utenza ci hanno interpellati e spinti a riflettere su quest’ambiente educativo:
·    ha ancora significato nell’attuale contesto sociale?
·    quale rapporto ha con la Comunità Parrocchiale?
·    quale Oratorio?
·    quali le figure e i ruoli? E come interagiscono tra loro?

0.2. UNA SCELTA PASTORALE

La nostra Comunità Parrocchiale ha scelto d’investire tempi ed energie sui giovani, perché è lì che si gioca il futuro e la continuità della fede cristiana.
In un ambiente sociale secolarizzato e multietnico è un’urgenza quella di educare e trasmettere, attraverso la testimonianza, una fede adulta e in continua ricerca che diventi passione missionaria.
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale e quello dell’Oratorio si sono fermati a riflettere e a verificare se, attualmente, l’Oratorio risponde a queste priorità.

1. NATURA E FINALITÀ DELL’ORATORIO

L’Oratorio è un luogo di aggregazione, dove vita e fede si interrogano vicendevolmente e poggia su una comunità educativa, costituita da preti, religiose, laici adulti, giovani e bambini che vivono e intendono proporre l’incontro con Gesù Cristo come “esperienza determinante” per una realizzazione piena della persona.
È un ambiente nel quale viene ricreato un clima favorevole per la prevenzione del male e viene proposto un progetto di educazione alla fede, in cui tutta la comunità, la famiglia e i giovani stessi possono essere protagonisti responsabili.
L’Oratorio deve avere, come obiettivo di fondo, quello di condurre, con scelte coerenti (che toccano e decidono l’impostazione di molte attività), verso una progressiva maturità cristiana.
L’Oratorio, così impostato, non esiste per se stesso o perché gli adolescenti e i giovani, semplicemente, vi rimangano senza fine. Esso ha un traguardo, che diventa anche un criterio di valutazione: i giovani sono chiamati ad “uscire” dall’Oratorio e ad “entrare nella società” per testimoniarvi la vita cristiana con un impegno evangelico nei vari ambiti di responsabilità. Quando questo traguardo viene raggiunto, l’Oratorio dimostra di avere svolto bene il suo compito e dimostra di essere una realtà ecclesiale capace di fornire un grande servizio alla società civile.

2. COMUNITÀ EDUCATIVA

È l’insieme di tutti coloro che, con ruoli e competenze diverse come sacerdoti, religiose, catechisti, animatori e volontari, si impegnano a servire, in piena comunione col Parroco e in stretta fedeltà al Progetto Educativo, tutti i bambini, adolescenti e giovani che intercettano la realtà dell’Oratorio.
Ogni persona che in Oratorio ricopre un ruolo, qualunque esso sia, ha una funzione educativa. Pertanto è necessario essere consapevoli della necessità di un cammino di formazione per maturare uno stile adeguato, in quanto il ruolo di educatore è carico di responsabilità.
La preoccupazione principale della Comunità Parrocchiale è quella di investire in formazione, per far maturare le disponibilità educative, stimolare al servizio e sostenere la crescita del volontariato. Ogni servizio è vissuto con autentico spirito ecclesiale, nella gratuità e nella generosità che scaturisce solo da un profondo ed autentico rapporto col Signore.
Ogni educatore ricordi che “l’educazione è cosa del cuore e che solo Dio ne è il padrone e noi non potremo riuscire a cosa alcuna se Dio non ce ne insegna l’arte e non ce ne mette in mano le chiavi” (Don Bosco).

2.1. Sacerdoti

La presenza del sacerdote si qualifica per il suo carattere ministeriale. Egli, pur essendo attento alla globalità della vita di Oratorio, è principalmente educatore alla fede, maestro di preghiera, costruttore di comunità. Per garantire la fedeltà al suo mandato il sacerdote si avvale dell’auto-formazione che è sostenuta da tempi e spazi di preghiera personali e comunitari, dall’aggiornamento pastorale e dalla formazione teologico-spirituale proposta attraverso gli incontri vicariali e diocesani a cui egli partecipa.

2.1.1. Parroco
Primo ed ultimo responsabile del progetto educativo dell’Oratorio.
Crea l’unione tra Comunità Parrocchiale e Oratorio.
È membro di diritto del Consiglio di Oratorio.

2.1.2. Vicari Parrocchiali
In ogni situazione cercano di garantire ed evidenziare gli atteggiamenti educativi più adeguati a qualificare le varie esperienze proposte.
Richiamano e aiutano a cogliere ciò che è essenziale, educando tutti a stabilire una gerarchia di valori coerente con il Vangelo.
Favoriscono le relazioni tra le persone e i gruppi facilitando la reciproca conoscenza e comprensione ed evidenziando sempre gli aspetti positivi.
Sono particolarmente attenti e disponibili al rapporto personale per aiutare ciascuno a compiere il proprio cammino di crescita, le scelte vocazionali, i passi decisivi verso la maturità.
Sono delegati dal parroco per la programmazione, gestione e verifica delle attività.
Garanti della fedeltà all’idea originaria di Oratorio.
Sono punto di riferimento per tutti gli operatori all’interno dell’ambiente oratoriano.
Presiedono il Consiglio di Oratorio. Nominano e convocano i membri del Consiglio di Oratorio.

2.2. Religiose
In Oratorio le religiose sono chiamate, in virtù della loro scelta di vita, ad essere segno della presenza di Dio e segno di speranza.
La loro presenza in Oratorio è, anzitutto, di ordine profetico, di formazione, di animazione e, poi, di assistenza.
L’efficacia del servizio è resa possibile da un cammino personale e comunitario di formazione supportato da incontri offerti dall’Istituto di appartenenza e dalla Diocesi a cui le religiose partecipano con costanza.

2.3. Catechisti
Sono cristiani chiamati dalla comunità a servire l’annuncio del Vangelo.
Il loro ruolo di testimoni, maestri e di educatori richiede una costante crescita come persone e come credenti.
Nel corso dell’anno catechistico sono previsti tempi e spazi di preghiera (ritiri nei tempi forti dell’anno liturgico) e di formazione a livello di contenuti (corso vicariale per catechisti) e di metodo (incontri per fasce d’età con il coordinatore/responsabile della catechesi).

2.4. Animatori
Sono giovani che hanno intrapreso un cammino di fede e che si affiancano ai più piccoli per accompagnarli in quella formazione umana e cristiana che permette di diventare sempre più conformi, nelle scelte quotidiane, al progetto che Dio ha su ciascuno.
Con il Responsabile dell’Oratorio progettano e programmano esperienze e attività, momenti di gioco e di festa creando quell’ambiente educativo ricco di valori che favorisce la crescita di ogni persona che entra in Oratorio.
Come integrazione della formazione, attuata attraverso la progettazione e la programmazione, viene offerta la possibilità di partecipare a corsi specifici di diverso livello:

– corso aiuto-animatori per i ragazzi di terza media

  • obiettivo: introduzione all’esperienza dell’animazione
  • contenuti: l’ambiente educativo, la figura dell’animatore, il lavoro in equipe, alcune metodologie di animazione
  • tempi e modalità: incontro mensile con educatori professionali; è richiesta ai ragazzi la partecipazione alla vita parrocchiale (messa domenicale, incontri comunitari, ritiri e feste)
  • attività proposta: aiuto-animatori al Grest

– corso animatori per i ragazzi delle superiori

  • obiettivo: motivare la scelta dell’animazione come stile di vita
  • contenuti:

1.    la vita come vocazione, il battesimo come vocazione, l’animazione come vocazione;
2.    la centralità di Cristo e la cura della dimensione spirituale come nucleo della vita dell’animatore;
3.    la progettazione, la programmazione, l’attuazione e la verifica dell’attività educativa;

  • tempi e modalità: il corso si sviluppa su due anni con due incontri mensili con educatori professionali; è richiesta ai ragazzi la partecipazione alla vita parrocchiale (messa domenicale, incontri comunitari, ritiri e feste), agli incontri di vicariato e della Diocesi (incontri del Sicomoro)
  • attività proposta: animatori al Grest e, successivamente, animatori dei gruppi formativi del “post-cresima” o altro (catechisti, ecc.)

2.5. Volontari
Sono persone che scelgono di testimoniare la loro fede nel Cristo Risorto attraverso l’accoglienza, la presenza umile e discreta, l’ascolto di chiunque entri in Oratorio.
Sono adulti che dedicano del loro tempo mettendolo a servizio perché credono nella validità dell’Oratorio come ambiente educativo aperto a tutti e hanno fiducia nei giovani.
La risposta al bisogno di formazione di queste persone adulte trova la sua collocazione nella vita parrocchiale attraverso gli incontri di preghiera, la catechesi per gli adulti e altre proposte di carattere culturale.
Momenti comuni per tutti i volontari sono la cena di Natale e la festa di inizio delle attività pastorali e la festa di primavera
Ambiti di servizio dei volontari:
a.    Allenatori: il bisogno di sport, come luogo educativo, è stato rilevato e analizzato; attualmente le forze non ci consentono di offrire questo servizio che è ancora in fase di progettazione;
b.    Assistenza: lungo la settimana e in particolare nei giorni festivi la presenza di adulti negli ambienti dell’Oratorio permette a tutti di accedere in un luogo accogliente e umanamente “caldo”;
c.    Baristi: la gestione di un’attività considerata comunemente “commerciale” all’interno dell’Oratorio assume una valenza educativa dal punto di vista relazionale, comunicativo e della gestione dei beni comuni. Pertanto a coloro che prestano questo servizio vengono richieste capacità di attenzione alla persona, all’ambiente e una responsabile amministrazione.
d.    Coro: composto da giovani e adulti che settimanalmente si incontrano per preparare i testi dei canti che verranno eseguiti durante le liturgie domenicali; dalla gioia dell’incontro e del cantare insieme nasce la volontà di un servizio prezioso alla comunità parrocchiale che nella celebrazione eucaristica domenicale trova la “fonte e  il culmine” della sua esistenza e della sua missione;
e.    Pulizie: tutti i lunedì alcune volontarie si dedicano al riordino e alla pulizia dell’Oratorio: queste presenze silenziose facilitano il lavoro educativo e pastorale creando un ambiente pulito e ordinato che favorisce l’incontro, la relazione e lo stare bene.
f.    Responsabili di laboratorio: nel corso della settimana si svolgono svariate attività laboratoriali che coinvolgono bambini e ragazzi: il mettere a loro disposizione delle competenze tecniche è già testimonianza di dono, di gratuità e di servizio;
g.    Sartoria: preziosa attività svolta da alcune volontarie, soprattutto in certe occasioni particolari (carnevale, recite,…), nelle quali si presenta la possibilità di educare al bello.
h.    Gruppo Tecnico: gruppo di ragazzi e giovani che si occupa della manutenzione ordinaria della struttura oratorio e dell’allestimento logistico delle attività ad esso collegate.

2.6. Genitori
L’Oratorio si affianca all’azione dei genitori, primi educatori dei figli ai valori dell’uomo e del cristiano e nei tempi e nei modi che gli competono, li coinvolge nelle attività e nelle iniziative ricreative e formative per garantire la continuità educativa.
L’Oratorio propone incontri informativi e formativi di carattere educativo per rendere partecipi le famiglie della proposta pastorale. Finora la partecipazione è stata limitata, siamo in ricerca di strategie per un maggior coinvolgimento degli adulti perché l’Oratorio sia sempre più un ambiente di incontro intergenerazionale

3. LE SCELTE EDUCATIVE

3.1. La Catechesi dell’Iniziazione Cristiana

L’Oratorio, in quanto spazio aperto della Comunità Parrocchiale, offre i suoi ambienti per la catechesi favorendo l’incontro tra la Verità di fede trasmessa dai catechisti e la vita aggregativa proposta attraverso attività ludico-ricreative.
Il progetto catechistico parrocchiale è consultabile presso l’Archivio.

3.2. L’ANSPI

L’ANSPI (Associazione Nazionale San Paolo Italia) è un’Associazione privata, ecclesiale e civile, senza fini di lucro, di oratori e circoli, costituita nel 1965.
L’Associazione si propone di indicare e sostenere in campo sociale, ecclesiale e civile le istanze degli aderenti agli oratori, circoli ed altre istituzioni similari in modo da contribuire alla loro educazione integrale, attraverso l’attivazione di iniziative nel campo formativo e ricreativo, secondo la concezione cristiana dell’uomo e per la sua elevazione sociale.
L’Oratorio si costituisce come Circolo ANSPI “Beato Quagliotti” per avere una identità civile che permetta l’organizzazione e la gestione delle attività pastorali, culturali e sportive e la relativa copertura assicurativa.
Il Consiglio dell’Oratorio assume le funzioni del Consiglio ANSPI.

3.3. L’Azione Cattolica

L’Azione Cattolica (AC) è un’associazione laicale di cristiani che si pongono al servizio della Diocesi seguendo le direttive del Vescovo e svolgendo la loro azione nell’ambito della loro comunità parrocchiale di appartenenza.
Peculiarità del laico di AC è quella di operare in stretta collaborazione con la gerarchia ecclesiale secondo lo stile della corresponsabilità nell’andamento della vita parrocchiale.
Scrive il Card. Martini: «Il rapporto Oratorio – Azione Cattolica è carico di valenze storiche e anche oggi grembo di fruttuosa collaborazione. L’Oratorio vede naturale in esso il fiorire dell’Azione Cattolica come proposta di un tirocinio severo di formazione per i ragazzi e i giovani che vi sono chiamati. L’Azione Cattolica trova del tutto naturale e necessario collocarsi in un Oratorio come primo luogo in cui vivere la sua vocazione laicale e maturare il suo slancio missionario. L’Oratorio presenti ai ragazzi la chiara e leale proposta dell’Azione Cattolica; l’Azione Cattolica offra una sincera e generosa collaborazione a sostegno e promozione dell’Oratorio».

3.4. Il Gruppo

Il cammino formativo non si sviluppa in forma solitaria, ma all’interno di una rete di relazioni. In questa rete i ragazzi si riconoscono come membri di una famiglia più ampia in cui possono sperimentare la bellezza di un’appartenenza e il dono di sé nella relazione con l’altro. La scelta del gruppo quindi, oltre che naturale in quanto esso è uno dei mondi vitali dei ragazzi, è dovuta al riconoscimento che esso è il luogo in cui il ragazzo può sperimentare quella relazione autentica e profonda con l’altro. L’esperienza del gruppo allora non può essere intesa come un’esperienza che si aggiunge alle tante occasioni e agli impegni della vita dei ragazzi, ma è l’occasione per far sintesi di tutte le esperienze della vita. Nel gruppo i ragazzi fanno vera esperienza di Chiesa e di servizio ai fratelli.

3.5. L’Animazione e le Attività Ricreative

L’Animazione non è solo un metodo, è qualcosa di più, anche in ambito pastorale. Lo stesso modo di far animazione diventa di per sé educativa in chi la propone e in chi ne partecipa e quindi diventa anche un contenuto, soprattutto nella relazione educativa che nasce tra gli animatori e i gruppi, tra la comunità e i suoi responsabili e i gruppi, tra la comunità e il territorio. Quindi se la relazione educativa è un contenuto si dovrà prestare ad essa molta attenzione, soprattutto nell’organizzazione delle attività e nella formazione degli educatori. La scelta dell’Animazione come metodo e stile di vita proposto in ambito oratoriano si fonda su alcune “intuizioni” antropologiche e pedagogiche:

a.    fiducia nell’uomo creato ad immagine di Dio
b.    consapevolezza dell’efficacia dell’educazione
c.    opzione della relazione educativa come via all’evangelizzazione
d.    centralità della persona nel processo formativo
e.    scommessa sulle risorse e potenzialità delle nuove generazioni

L’Oratorio fa la scelta dell’animazione del tempo libero nella consapevolezza che una cittadinanza attiva e responsabile fonda le sue radici in una sana educazione del senso comune che è appartenenza ad una comunità, partecipazione, solidarietà e democrazia.

3.6. La Festa

Il bisogno della festa è insito nella natura dell’uomo. Avendo noi scelto la centralità della persona nel processo educativo non possiamo non rispondere a questa domanda fondamentale. Il nostro far festa è finalizzato a dare nuovo significato al lavoro quotidiano e alla monotonia della feria. Per questo viviamo il tempo dell’attesa che ci separa dalla festa come occasione per crescere nelle relazioni, nel senso di appartenenza e nella gioia che scaturisce dal preparare insieme l’evento stesso. La festa è anche occasione di manifestazione pubblica dell’ambiente oratoriano, delle sue attività e testimonianza semplice della fede dei giovani e di chi opera in loro favore.

3.7. Lo Sport

Crediamo nell’attività sportiva come strumento che educa la persona alla lealtà, al rispetto delle regole, alla cooperazione all’interno della squadra. Un sano agonismo sprona l’atleta al sacrificio per conseguire la meta. All’interno dell’Oratorio l’attività sportiva può essere vista e vissuta come “parabola” della vita nello Spirito.

3.8. Il lavoro in rete sul territorio

L’Oratorio, nell’ambito delle finalità e delle caratteristiche che ne costituiscono l’identità, è  aperto al territorio, pronto ad attivare e sviluppare la collaborazione in rete con gli enti pubblici, le associazioni e i gruppi presenti.
L’organo deputato a decidere in merito è il Consiglio dell’Oratorio, alla luce delle finalità costitutive la natura dell’Oratorio, tenendo conto delle persone e delle risorse materiali disponibili.

4. LE ATTIVITÀ

4.1. Uscite

In sintonia col progetto formativo di ogni gruppo e in base al programma annuale vengono organizzate delle uscite per favorire la conoscenza di altre realtà ecclesiali e/o sociali e per aiutare i giovani ad avere una visione più ampia del mondo che li circonda.

4.2. Feste

  • Festa di Apertura
  • Castagnata
  • Festa dei Santi Educatori
  • Festa di Carnevale
  • Festa di Primavera

4.3. Gruppi di Animazione

1.    2° media – 3° media
§    l’obiettivo è costituire un gruppo come luogo di ritrovo, di conoscenza di sé e di confronto tra coetanei ed educatori sulle esperienze relazionali che coinvolgono i preadolescenti
§    l’esperienza proposta è la partecipazione agli incontri diocesani del “Samuel” e alle feste ACR

2.    1° superiore – 2° superiore
§    l’obiettivo è rinforzare il gruppo cercando insieme risposte “serie” ai grossi interrogativi della vita: chi siamo, dove andiamo, perché il dolore, perché la morte, perché impegnarsi nella vita e per chi impegnarsi
§    l’esperienza proposta è la partecipazione agli incontri diocesani del “Sicomoro” e agli incontri di vicariato

3.    Triennio superiori (Gruppo Giovanissimi)
§    l’obiettivo è fare esperienza di Chiesa attraverso il confronto con la Parola di Dio che si traduce in esperienze di servizio in ambito oratoriano o parrocchiale
§    l’esperienza proposta è la partecipazione agli incontri diocesani del “Sicomoro” e agli incontri di vicariato

4.    Universitari e Lavoratori (Gruppo Giovani)
§    l’obiettivo è costituire un gruppo di giovani adulti in ricerca vocazionale
§    le esperienze proposte sono tempi di preghiera e di riflessione, ritiri nei tempi forti dell’anno liturgico, esercizi spirituali diocesani, attività estive di servizio con i più piccoli o in ambito caritativo

4.4. Laboratori
Il laboratorio offre ai ragazzi, attraverso il provare, lo sperimentare e il cercare in modo immediato e diretto, la possibilità di essere soggetti attivi dell’azione educativa.
Il piccolo gruppo raccolto intorno ad un interesse favorisce la socializzazione e l’apprendimento di una nuova attività che dà competenze spendibili anche in altri ambiti.
La presenza di volontari specializzati nei diversi campi garantisce l’apprendimento di varie arti, ma anche la fedeltà alle finalità educativo-cristiane dell’Oratorio.
All’inizio di ogni anno oratoriano vengono programmati e scelti i tipi di laboratori che si attueranno in base alla creatività degli animatori e dei volontari e alla loro disponibilità.

4.5. Grest
L’esperienza del Grest è molto importante per qualificare il tempo estivo delle vacanze. La continuità della presenza dei bambini e dei ragazzi in Oratorio per un tempo prolungato favorisce l’approfondimento delle relazioni educative e la possibilità di concretizzare una proposta cristiana.
Per gli animatori è un’occasione concreta di crescita a livello personale perché lo stare con i ragazzi e il misurarsi con le proprie possibilità apre la dimensione vocazionale.
Il Grest ha comunque una sua valenza come servizio alle famiglie del territorio.
Nella programmazione annuale verrà definito il tema e le attività conseguenti in sintonia con le proposte della Pastorale Giovanile Vicariale.

4.6. Campiscuola
Il tempo estivo è il periodo propizio per l’esperienza dei campiscuola che si connotano per aspetti importanti di vita comunitaria e di vita cristiana impegnata.
È un tempo forte dell’anno oratoriano: culmine del percorso formativo e “trampolino di lancio” dell’anno successivo.

4.7. Ritiri Spirituali
Sono proposti nei tempi forti dell’anno liturgico (Avvento e Quaresima) allo scopo di favorire un approfondimento della fede e della vita di preghiera. Queste opportunità sono offerte ai ragazzi della scuola primaria di primo e secondo grado e sono organizzate o dall’Oratorio o dal Vicariato. Per i giovani aderiamo alle iniziative diocesane (v. programmazione annuale).

5. GLI AMBIENTI

5.1. Cancello
È il primo luogo di accoglienza dei ragazzi che segna il confine tra la strada e l’Oratorio. È il “biglietto da visita” dell’ambiente educativo aperto a tutti, ma con regole ben precise.

5.2. Portineria
È il punto di riferimento per educatori, animatori e volontari; è il luogo dove sono custodite le attrezzature utili per le attività. L’accesso è limitato agli addetti ai lavori.

5.3. Sala Giochi
È il crocevia di tutte le attività che si svolgono all’interno dell’Oratorio. Questa sala attrezzata è aperta a tutti e offre varie possibilità di svago e di incontro.

5.4. Campi da gioco
In questo spazio all’aperto per grandi e piccoli vengono organizzati giochi di gruppo, ma se ne può anche usufruire in modo spontaneo sotto la vigilanza di presenze educative.

5.5. Bar
Come già espresso nel punto 2.5.c. il bar all’interno dell’Oratorio non è una comune attività commerciale, bensì un luogo di aggregazione educativo. Questa finalità è confermata dalla scelta dei prodotti e degli svaghi offerti.

5.6. Aule
Questi ambienti sono messi a disposizione della catechesi e dei gruppi di animazione. È richiesto il rispetto dell’arredo e del materiale in esse custodito. L’accesso alle aule è consentito nei tempi previsti dalle varie attività.

5.7. Cucina
L’uso della cucina è consentito previa autorizzazione data dal Consiglio dell’Oratorio.

5.8. Cinemino
Ambiente adibito a grandi incontri e feste. Possono accedervi gruppi accompagnati da animatori o addetti alla strumentazione. In presenza di richieste per attività esterne all’Oratorio la domanda verrà vagliata dal Consiglio dell’Oratorio.

5.9. Biblioteca
Questo ambiente è ancora in allestimento. Riteniamo utile all’interno dell’Oratorio promuovere cultura favorendo tempi e spazi per la lettura e l’approfondimento. I volumi raccolti sono utilizzabili dagli animatori per l’organizzazione degli incontri formativi e per i ragazzi che ne fanno richiesta.

5.10. Sala Musicale
Aula adiacente al cinemino. Vi sono conservati gli strumenti musicali e le relative apparecchiature audio. Per ora l’accesso è limitato ai musicisti dell’Oratorio e al coro giovanile della Parrocchia. Si valuterà la possibilità di aprire anche agli esterni tale struttura.

5.11. Chiesa San Rocco
È il luogo di culto dell’Oratorio, è aperto al pubblico e viene utilizzato per alcuni eventi particolari dell’anno pastorale.

5.12. Cantina
È la sede del Gruppo Tecnico (v. punto 2.5.h.). L’accesso è limitato agli addetti ai lavori in presenza o almeno con l’autorizzazione del responsabile dell’Oratorio.

5.13. Sala Computer
Area attrezzata per corsi di informatica, a disposizione anche dei gruppi di catechesi e di animazione qualora ne facciano richiesta al Responsabile dell’Oratorio e in presenza di un operatore competente.

3 Commenti a “Progetto Educativo”

  1. Guido Ottaviani scrive:

    Ho avuto notizia di questo sito durante un incontro in Vicariato di Roma relativo alle cooperative sociali. Stiamo pensando a come riorganizzare le attività parrocchiali progressivamente scadute per il passare degli anni e l’avvicendarsi delle generazioni e il vostro lavoro di cui vi ringrazio credo potrà essere molto utile a noi laici nella progettazione.

  2. […] non è solo Grest, ma anche tempo di “Campiscuola”! Nel Progetto Educativo dell’Oratorio si legge: Il tempo estivo è il periodo propizio per l’esperienza dei […]

  3. […] Nel Progetto Educativo dell’Oratorio c’è scritto: “Il tempo estivo è il periodo propizio per l’esperienza dei campiscuola che si connotano per aspetti importanti di vita comunitaria e di vita cristiana impegnata. È un tempo forte dell’anno oratoriano: culmine del percorso formativo e “trampolino di lancio” dell’anno successivo”. […]

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento