48A� Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

Oggi 15 maggio 2011, 4a domenica di Pasqua, detta anche a�?domenica del buon Pastorea�?, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, a cui diede inizio, con profetica intuizione, papa Paolo VIA� nel 1964. Il tema che il Santo Padre, BenedettoA�XVIA�propone alla riflessione e alla preghiera delle comunitA� cristiane A?:A� a�?La��annuncio – proposta vocazionale nella chiesa localea�?. Proporre le vocazioni nella Chiesa locale . CiA? significa riscoprire la comunitA� cristiana come un fuoco che arde e dona luce e calore, esprimendo con gioia la propria interiore vitalitA� e coerenza di vita. Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni – CEI, prende lo spunto dal Vangelo di Marco 6, 33-44, in cui si racconta il miracolo della a�?moltiplicazione dei pani e dei pescia�?.

a�?Quanti pani avete? Andate a vederea��a�? (Mc 6,38)

Ea�� un invito rivolto a ciascuno e a tutta la comunitA� per verificare i pani (cioA? i doni ricevuti!), di cui ognuno A? portatore, in un cammino di discernimento e di condivisione umile, disponibile e feconda.

Il vero problema del nostro mondo non A? solo la povertA� del pane (che comunque drammaticamente esiste!), ma A? soprattutto la povertA� di quel lievito che possa essere fermento di Dio, capace di sollevare ogni vita. Per questo invochiamo oggi il Signore, affinchA� doni il pane a chi ha fame, ma susciti anche la fame di Lui che possa esprimersi in scelte di vita coraggiose, totali e radicaliA� per vivere la pienezza della��Amore e del Dono.

Ecco il testo del Messaggio del Papa per questa giornata.

Cari fratelli e sorelle!

La XLVIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che sarA� celebrata il 15 maggio 2011, quarta Domenica di Pasqua, ci invita a riflettere sul tema: a�?Proporre le vocazioni nella Chiesa localea�?. Settanta��anni fa, il Venerabile Pio XII istituA� la PontifA�cia Opera per le Vocazioni Sacerdotali. In seguito, opere simili sono state fondate dai Vescovi in molte diocesi, animate da sacerdoti e da laici, in risposta all’invito del Buon Pastore, il quale, a�?vedendo le folle, ne sentA� compassione, perchA� erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastorea�?, e disse: a�?La messe A? abbondante, ma sono pochi gli operai. Pregate, dunque, il Signore della messe perchA� mandi operai nella sua messe!a�? (Mt 9,36-38).

La��arte di promuovere e di curare le vocazioni trova un luminoso punto di riferimento nelle pagine del Vangelo in cui GesA? chiama i suoi discepoli a seguirlo e li educa con amore e premura. Oggetto particolare della nostra attenzione A? il modo in cui GesA? ha chiamato i suoi piA? stretti collaboratori ad annunciare il Regno di Dio (cfr Lc 10,9). Innanzitutto, appare chiaro che il primo atto A? stata la preghiera per loro: prima di chiamarli, GesA? passA? la notte da solo, in orazione ed in ascolto della volontA� del Padre (cfr Lc 6,12), in una��ascesa inferiore al di sopra delle cose di tutti i giorni. La vocazione dei discepoli nasce proprio nel colloquio intimo di GesA? con il Padre. Le vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata sono primariamente frutto di un costante contatto con il Dio vivente e di un’insistente preghiera che si eleva al a�?Padrone della messea�? sia nelle comunitA� parrocchiali, sia nelle famiglie cristiane, sia nei cenacoli vocazionali.

IlA� Signore, alla��inizio della sua vita pubblica, ha chiamato alcuni pescatori, intenti a lavorare sulle rive del lago di Galilea: a�?Venite dietro a me, vi farA? pescatori di uominia�? (Mt 4,19). Ha mostrato loro la sua missione messianica con numerosi a�?segnia�? che indicavano il suo amore per gli uomini e il dono della misericordia del Padre; li ha educati con la parola e con la vita affinchA� fossero pronti ad essere continuatori della sua opera di salvezza; infine, a�?sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padrea�? (Gv 13,1), ha affidato loro il memoriale della sua morte e risurrezione, e prima di essere elevato al Cielo li ha inviati in tutto il mondo con il comando: a�?Andate dunque e fate discepoli tutti i popolia�? (Mt 28,19).

A? una proposta, impegnativa ed esaltante, quella che GesA? fa a coloro a cui dice a�?Seguimi!a�?: li invita ad entrare nella sua amicizia, ad ascoltare da vicino la sua Parola e a vivere con Lui; insegna loro la dedizione totale a Dio e alla diffusione del suo Regno secondo la legge del Vangelo: a�?Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto fruttoa�? (Gv 12,24); li invita ad uscire dalla loro volontA� chiusa, dalla loro idea di autorealizzazione, per immergersi in una��altra volontA�, quella di Dio e lasciarsi guidare da essa; fa vivere loro una fraternitA�, che nasce da questa disponibilitA� totale a Dio (cfr Mt 12,49-50), e che diventa il tratto distintivo della comunitA� di GesA?: a�?Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altria�? (Gv 13,35).

Anche oggi, la sequela di Cristo A? impegnativa; vuol dire imparare a tenere lo sguardo su GesA?, a conoscerlo intimamente, ad ascoltarlo nella Parola e a incontrarlo nei Sacramenti; vuol dire imparare a conformare la propria volontA� alla Sua. Si tratta di una vera e propria scuola di formazione per quanti si preparano al ministero sacerdotale ed alla vita consacrata, sotto la guida delle competenti autoritA� ecclesiali. Il Signore non manca di chiamare, in tutte le stagioni della vita, a condividere la sua missione e a servire la Chiesa nel ministero ordinato e nella vita consacrata, e la Chiesa a�?A? chiamata a custodire questo dono, a stimarlo e ad amarlo: essa A? responsabile della nascita e della maturazione delle vocazioni sacerdotalia�? (Giovanni Paolo II, Esort. ap. postsinodale Pastores dabo vobis, 41). Specialmente in questo nostro tempo in cui la voce del Signore sembra soffocata da a�?altre vocia�? e la proposta di seguirlo donando la propria vita puA? apparire troppo difficile, ogni comunitA� cristiana, ogni fedele, dovrebbe assumere con consapevolezzaA� la��impegno di promuovere le vocazioni. A? importante incoraggiare e sostenere coloro che mostrano chiari segni della chiamata alla vita sacerdotale e alla consacrazione religiosa, perchA� sentano il calore della��intera comunitA� nel dire il loro a�?sA�a�? a Dio e alla Chiesa. Io stesso li incoraggio come ho fatto con coloro che si sono decisi ad entrare in Seminario e ai quali ho scritto: a�?Avete fatto bene a farlo. PerchA� gli uomini avranno sempre bisogno di Dio, anche nella��epoca del dominio tecnico del mondo e della globalizzazione: del Dio che ci si A? mostrato in GesA? Cristo e che ci raduna nella Chiesa universale, per imparare con Lui e per mezzo di Lui la vera vita e per tenere presenti e rendere efficaci i criteri della vera umanitA�a�? (Lettera ai Seminaristi, 18 ottobre 2010).

Occorre che ogni Chiesa locale si renda sempre piA? sensibile e attenta alla pastorale vocazionale, educando ai vari livelli, familiare, parrocchiale, associativo, soprattutto i ragazzi, le ragazze e i giovani – come GesA? fece con i discepoli a�� a maturare una genuina e affettuosa amicizia con il Signore, coltivata nella preghiera personale e liturgica; ad imparare la��ascolto attento e fruttuoso della Parola di Dio, mediante una crescente familiaritA� con le Sacre Scritture; a comprendere che entrare nella volontA� di Dio non annienta e non distrugge la persona, ma permette di scoprire e seguire la veritA� piA? profonda su se stessi; a vivere la gratuitA� e la fraternitA� nei rapporti con gli altri, perchA� A? solo aprendosi alla��amore di Dio che si trova la vera gioia e la piena realizzazione delle proprie aspirazioni. a�?Proporre le vocazioni nella Chiesa localea�?, significa avere il coraggio di indicare, attraverso una pastorale vocazionale attenta e adeguata, questa via impegnativa della sequela di Cristo, che, in quanto ricca di senso, A? capace di coinvolgere tutta la vita.

Mi rivolgo particolarmente a voi, cari Confratelli nella��Episcopato. Per dare continuitA� e diffusione alla vostra missione di salvezza in Cristo, A? importante a�?incrementare il piA? che sia possibile le vocazioni sacerdotali e religiose, e in modo particolare quelle missionariea�? (Decr. Christus Dominus, 15). Il Signore ha bisogno della vostra collaborazione perchA� le sue chiamate possano raggiungere i cuori di chi ha scelto. Abbiate cura nella scelta degli operatori per il Centro Diocesano Vocazioni, strumento prezioso di promozione e organizzazione della pastorale vocazionale e della preghiera che la sostiene e ne garantisce la��efficacia. Vorrei anche ricordarvi, cari Confratelli Vescovi, la sollecitudine della Chiesa universale per una��equa distribuzione dei sacerdoti nel mondo. La vostra disponibilitA� verso diocesi con scarsitA� di vocazioni, diventa una benedizione di Dio per le vostre comunitA� ed A? per i fedeli la testimonianza di un servizio sacerdotale che si apre generosamente alle necessitA� della��intera Chiesa.

Il Concilio Vaticano II ha ricordato esplicitamente che a�?il dovere di dare incremento alle vocazioni sacerdotali spetta a tutta la comunitA� cristiana, che A? tenuta ad assolvere questo compito anzitutto con una vita perfettamente cristianaa�? (Decr. Optatam totius, 2). Desidero indirizzare quindi un fraterno e speciale saluto ed incoraggiamento a quanti collaborano in vario modo nelle parrocchie con i sacerdoti. In particolare, mi rivolgo a coloro che possono offrire il proprio contributo alla pastorale delle vocazioni: i sacerdoti, le famiglie, i catechisti, gli animatori. Ai sacerdoti raccomando di essere capaci di dare una testimonianza di comunione con il Vescovo e con gli altri confratelli, per garantire la��humus vitale ai nuovi germogli di vocazioni sacerdotali. Le famiglie siano a�?animate da spirito di fede, di caritA� e di pietA�a�? (ibid.), capaci di aiutare i figli e le fA�glie ad accogliere con generositA� la chiamata al sacerdozio ed alla vita consacrata. I catechisti e gli animatori delle associazioni cattoliche e dei movimenti ecclesiali, convinti della loro missione educativa, cerchino a�?di coltivare gli adolescenti a loro affidati in maniera di essere in grado di scoprire la vocazione divina e di seguirla di buon gradoa�? (ibid.).

Cari fratelli e sorelle, il vostro impegno nella promozione e nella cura delle vocazioni acquista pienezza di senso e di efficacia pastorale quando si realizza nella��unitA� della Chiesa ed A? indirizzato al servizio della comunione. A? per questo che ogni momento della vita della comunitA� ecclesiale – la catechesi, gli incontri di formazione, la preghiera liturgica, i pellegrinaggi ai santuari – A? una preziosa opportunitA� per suscitare nel Popolo di Dio, in particolare nei piA? piccoli e nei giovani, il senso di appartenenza alla Chiesa e la responsabilitA� della risposta alla chiamata al sacerdozio ed alla vita consacrata, compiuta con libera e consapevole scelta.

La capacitA� di coltivare le vocazioni A? segno caratteristico della vitalitA� di una Chiesa locale. Invochiamo con fiducia ed insistenza la��aiuto della Vergine Maria, perchA�, con la��esempio della sua accoglienza del piano divino della salvezza e con la sua efficace intercessione, si possa diffondere alla��interno di ogni comunitA� la disponibilitA� a dire a�?sA�a�? al Signore, che chiama sempre nuovi operai per la sua messe. Con questo auspicio, imparto di cuore a tutti la mia Apostolica Benedizione.

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