Post in Spiritualità
Maggio
16
2010
Ascensione del Signore
Dal Vangelo secondo Luca (24,46-53)
In quel tempo, GesA? disse ai suoi discepoli: A�CosA� sta scritto: il Cristo patirA� e risorgerA� dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in cittA�, finchA� non siate rivestiti di potenza dalla��altoA�.
Poi li condusse fuori verso BetA�nia e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccA? da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
Dagli Atti degli Apostoli (1, 10-11)
Mentre i discepoli guardavano GesA?, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quanda��ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: A�Uomini di Galilea, perchA� state a guardare il cielo? Questo GesA?, che di mezzo a voi A? stato assunto in cielo, verrA� allo stesso modo in cui la��avete visto andare in cieloA�.
Maggio
11
2010
Il Papa a Fatima e la sofferenza della Chiesa
Il Santo Padre Benedetto XVI si A? recato in Portogallo nel 10A� anniversario della beatificazione dei pastorelli di Fatima Giacinta e Francesco. Durante il volo di andata, intervistato dai giornalisti, cosA� si A? espresso sul rapporto tra il terzo segreto di Fatima e la sofferenza che la Chiesa sta vivendo a causa dello scandalo pedofilia.
Innanzitutto vorrei esprimere la mia gioia di andare a Fatima, di pregare davanti alla Madonna di Fatima, che per noi A? un segno della presenza della fede, che proprio dai piccoli nasce una nuova forza della fede, che non si riduce ai piccoli, ma che ha un messaggio per tutto il mondo e tocca la storia proprio nel suo presente e illumina questa storia. Nel 2000, nella presentazione, avevo detto che una��apparizione, cioA? un impulso soprannaturale, che non viene solo dalla��immaginazione della persona, ma in realtA� dalla Vergine Maria, dal soprannaturale, che un tale impulso entra in un soggetto e si esprime nelle possibilitA� del soggetto. Il soggetto A? determinato dalle sue condizioni storiche, personali, temperamentali, e quindi traduce il grande impulso soprannaturale nelle sue possibilitA� di vedere, di immaginare, di esprimere, ma in queste espressioni, formate dal soggetto, si nasconde un contenuto che va oltre, piA? profondo, e solo nel corso della storia possiamo vedere tutta la profonditA�, che era – diciamo a�� a�?vestitaa�? in questa visione possibile alle persone concrete. CosA� direi, anche qui, oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II, sono indicate realtA� del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano. PerciA? A? vero che oltre il momento indicato nella visione, si parla, si vede la necessitA� di una passione della Chiesa, che naturalmente si riflette nella persona del Papa, ma il Papa sta per la Chiesa e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano. Il Signore ci ha detto che la Chiesa sarebbe stata sempre sofferente, in modi diversi, fino alla fine del mondo. La��importante A? che il messaggio, la risposta di Fatima, sostanzialmente non va a devozioni particolari, ma proprio alla risposta fondamentale, cioA? conversione permanente, penitenza, preghiera, e le tre virtA? cardinali: fede, speranza e caritA�. CosA� vediamo qui la vera e fondamentale risposta che la Chiesa deve dare, che noi, ogni singolo, dobbiamo dare in questa situazione. Quanto alle novitA� che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi A? anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dalla��interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si A? sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la piA? grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di ri-imparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, ma anche la necessitA� della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia. Con una parola, dobbiamo ri-imparare proprio questo essenziale: la conversione, la preghiera, la penitenza e le virtA? teologali. CosA� rispondiamo, siamo realisti nella��attenderci che sempre il male attacca, attacca dalla��interno e dalla��esterno, ma che sempre anche le forze del bene sono presenti e che, alla fine, il Signore A? piA? forte del male, e la Madonna per noi A? la garanzia visibile, materna della bontA� di Dio, che A? sempre la��ultima parola nella storia.
Maggio
08
2010
6A? Domenica di Pasqua
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,23-29)
In quel tempo, GesA? disse ai suoi discepoli: A�Se uno mi ama, osserverA� la mia parola e il Padre mio lo amerA� e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non A? mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il ParA�clito, lo Spirito Santo che il Padre manderA� nel mio nome, lui vi insegnerA� ogni cosa e vi ricorderA� tutto ciA? che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dA� il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: a�?Vado e tornerA? da voia�?. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perchA� il Padre A? piA? grande di me. Ve la��ho detto ora, prima che avvenga, perchA�, quando avverrA�, voi crediateA�.
Maggio
06
2010
San Domenico Savio visto da vicino
Domenico Savio nacque il 2 aprile 1842 a San Giovanni, frazione di Riva presso Chieri, agli estremi confini della provincia e della diocesi torinese. Fu il secondo di ben dieci fratelli. Alla fine del 1843 la sua famiglia si trasferA� a Murialdo, frazione di Castelnuovo da��Asti, odierna Castelnuovo Don Bosco. Qui nel 1848 Domenico iniziA? le scuole e nella chiesa parrocchiale del paese ricevette la prima Comunione. Proprio in tale occasione, alla��etA� di appena sette anni, tracciA? il suo progetto di vita che sintetizzA? in quattro propositi ben precisi: a�?Mi confesserA? molto sovente e farA? la Comunione tutte le volte che il confessore me ne darA� il permesso. Voglio santificare i giorni festivi. I miei amici saranno GesA? e Maria. La morte ma non peccatia�?.
Il 2 ottobre 1954 Domenico, ormai dodicenne, incontrA? Don Bosco ai Becchi. Il santo educatore rimase sbalordito da questo ragazzo: a�?Conobbi in quel giovane un animo tutto secondo lo spirito del Signore e rimasi non poco stupito considerando i lavori che la grazia di Dio aveva operato in cosA� tenera etA�a�?. Con la sua innata schiettezza il ragazzo gli disse: a�?Io sono la stoffa, lei ne sia il sarto: faccia un bella��abito per il Signore!a�?. Nel giro di soli venti giorni potA� cosA� fare il suo ingresso nella��oratorio di Valdocco a Torino. Si mise dunque a camminare veloce sulla strada che Don Bosco gli consigliA? per a�?farsi santoa�?, il suo grande sogno: allegria, impegno nella preghiera e nello studio, far del bene agli altri, devozione a Maria. Scelse il santo come confessore e, affinchA� questi potesse formarsi un giusto giudizio della sua coscienza, volle praticare la confessione generale. IniziA? a confessarsi ogni quindici giorni, poi addirittura ogni otto.
Domenico imparA? presto a dimenticare se stesso, i suoi capricci ed a diventare sempre piA? attento alle necessitA� del prossimo. Sempre mite, sereno e gioioso, metteva grande impegno nei suoi doveri di studente e nel servire i compagni in vari modi: insegnando loro il Catechismo, assistendo i malati, pacificando i litigi.
Maggio
02
2010
Il Papa parla ai giovani a Torino
Cari giovani di Torino!
Cari giovani che venite dal Piemonte e dalle Regioni vicine!
Sono veramente lieto di essere con voi, in questa mia visita a Torino per venerare la sacra Sindone. Vi saluto tutti con grande affetto e vi ringrazio per la��accoglienza e per la��entusiasmo della vostra fede. Attraverso di voi saluto la��intera gioventA? di Torino e delle Diocesi del Piemonte, con una preghiera speciale per i giovani che vivono situazioni di sofferenza, di difficoltA� e di smarrimento. Un particolare pensiero e un forte incoraggiamento rivolgo a quanti fra voi stanno percorrendo il cammino verso il sacerdozio, la vita consacrata, come pure verso scelte generose di servizio agli ultimi.
Ringrazio il vostro Pastore, il Cardinale Severino Poletto, per le cordiali espressioni che mi ha rivolto e ringrazio i vostri rappresentanti che mi hanno manifestato i propositi, le problematiche e le attese della gioventA? di questa cittA� e regione. Venticinque anni fa, in occasione della��Anno Internazionale della GioventA?, il venerabile e amato Giovanni Paolo II indirizzA? una Lettera apostolica ai giovani e alle giovani del mondo, incentrata sulla��incontro di GesA? col giovane ricco di cui ci parla il Vangelo (Lettera ai Giovani, 31 marzo 1985). Proprio partendo da questa pagina (cfr Mc 10,17-22; Mt 19,16-22), che A? stata oggetto di riflessione anche nel mio Messaggio di questa��anno per la Giornata Mondiale della GioventA?, vorrei offrirvi alcuni pensieri che vi aiutino nella vostra crescita spirituale e nella vostra missione alla��interno della Chiesa e nel mondo.
Gallery
Calendario