“Con lo Spirito giusto”: nuovo anno di pastorale giovanile

con lo spirito giustoMercoledA� scorso 25 settembre, presso la��Oratorio di Borgomanero, in una sala affollatissima di giovani animatori, sacerdoti e religiose, A? stato dato ufficialmente la��avvio al nuovo anno di pastorale giovanile con lo slogan a�?Con lo Spirito giusto….nella vita, nella comunitA�, nel mondo!a�?.

Dopo un breve momento di preghiera iniziale, sono state presentate le varie iniziative proposte a livello diocesano per ragazzi e giovani: dai percorsi delle lectio, all’importante appuntamento della veglia delle palme, agli incontri vocazionali proposti dall’Ufficio di Pastorale Vocazioni, al cammino di formazione per un’esperienza missionaria proposto insieme al Pime di Milano, al Sussidio di preghiera quotidiana che ci accompagnerA� durante l’anno e infine la tappa novarese della peregrinazione della��urna di don Bosco, dal 13 al 16 dicembre 2013.

Insomma si preannuncia un anno ricchissimo di appuntamenti da non perdere, ma anche d’importanti novitA�: don Federico Sorrenti, vice-responsabile dell’Ufficio di Pastorale Giovanile, ha presentato infatti il nuovo progetto diocesano, che sarA� una guida per i prossimi anni per chi si occupa dei giovani nelle comunitA� e negli oratori della diocesi di Novara.
VerrA� poi lanciato il corso di formazione per laici (e non solo) che vogliono assumersi nuovi ruoli di responsabilitA� nella pastorale giovanile e la Traditio Fidei per i diciottenni e i diciannovenni, che segnerA� simbolicamente e pubblicamente questo momento di passaggio con la consegna dal Vescovo della regola di vita.

La serata A? proseguita con le testimonianze dei giovani che hanno partecipato alla GMG di Rio de Janeiro, dandoci cosA� la possibilitA� di rivivere questa straordinaria esperienza attraverso le loro parole:

Una cosa che ci ha colpito A? stato il sorriso dei brasiliani. Ogni singola persona che ci incontrava o che ci ospitava non mancava mai di donarci un sorriso. Ci donavano tutto quel poco che avevano. Abbiamo trovato un sacco di persone che si sono messe in gioco per noi, che hanno messo la nostra comoditA� davanti alla loro. Si sono messi a servirci, mettendoci al primo posto.” (Alessandra)

E’ stata un esperienza di fede e di ricchezza personale incredibile. Un bambino ci ha chiesto chi A? per noi Dio. Noi da bravi italiani abbiamo rigirato la domanda e lui ci ha risposto che Dio era quella persona che ci aveva portati lA� e gli aveva donato la possibilitA� di conoscerci e di incontrare persone che vengono da cosA� lontano.” (Guido)

Ci hanno accolti come se fossimo stati parte della loro famiglia, nonostante sapevano che saremmo rimasti solo una settimana..” (Francesca)

Ho imparato a tenere sempre aperto il cuore per lasciare entrare l’altro, permettendomi cosA� di innamorarmene e portarlo nel cammino come compagno di viaggio.” (Francesco)

Come vivere questo entusiasmo tornando a casa? Cosa potrei fare io? Essere il “discepolo amato” del vangelo di Giovanni, l’unico rimasto sotto la croce, da cui tutto A? ripartito. Sono pronto ad essere quell’uno? Vorrei diventare per tutti i ragazzi dell’oratorio quasi una finestra che si spalanca verso di Lui.” (Francesco)

L’incontro si A? concluso con la��intervento di Mons. Brambilla rivolto ai tanti giovani presenti, invitandoli a costruire insieme una pastorale giovanile che sia “come un volano che fa muovere tutte le parrocchie vicine, che trasmette e contagia, in grado di disegnare il volto della Chiesa del domani. Allora partiamo?”.

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